Se mi chiamano come testimone, posso non andarci?

Quali sono i doveri del testimone nel processo civile. È obbligatorio presentarsi e dire la verità.

 

La prova testimoniale è assai diffusa nella pratica per arrivare a dimostrare le proprie ragioni nell’ambito di una causa. In buona sostanza, il testimone è una persona che ha assistito a determinati accadimenti (ad esempio, il tradimento del marito, il sinistro automobilistico, ecc) e pertanto il suo compito diventa determinante per il buon esito della lite giudiziaria.

Ma senza il consenso del testimone, egli può essere citato come tale in un processo civile?

 

Per fare il testimone devo dare il mio consenso?

Assolutamente no. Se una parte in causa decide che le vostre dichiarazioni o i vostri ricordi potrebbero essere decisivi per risolvere favorevolmente il contenzioso, può tranquillamente citarvi come testimone, senza il vostro assenso.

Tale compito sarà di fatto eseguito dall’avvocato il quale, secondo le indicazioni del proprio cliente, citerà il testimone, precisandone le generalità (nome, cognome, residenza, ecc) e le domande (tecnicamente definite articoli di prova) a cui dovrete rispondere.

Posso non presentarmi?

Assolutamente no. Testimoniare è un dovere, fermo restando che una volta comparsi in Tribunale o dal Giudice di pace potrete anche non ricordare o non sapere nulla dei fatti oggetto della causa.

Sarete chiamati a comparire in un’udienza, appositamente fissata dal giudice per ascoltarvi, e sarete informati di tutto ciò, attraverso un atto denominato “intimazione a testimoniare”, inviatovi dal legale che via ha indicato quale testimone.

In quest’atto troverete tutti gli estremi della causa (nome delle parti, ufficio giudiziario dove comparire, giorno ed ora dell’udienza, ecc), ad eccezione delle domande su cui dovrete rispondere.

Se nonostante ciò, non comparirete, il giudice, su richiesta delle parti in causa ed in particolare di quella che vi ha indicato quale testimone, rinvierà il processo ad un’udienza successiva, per consentire la vostra presenza.

Ricordatevi che il giudice, dopo la ripetuta assenza del testimone regolarmente citato potrà disporre l’accompagnamento coattivo del medesimo (ad esempio, tramite i carabinieri) per l’udienza successiva, stabilendo anche una sanzione pecuniaria a carico dello stesso [1].

In buona sostanza, dovrete rassegnarvi ed andare a testimoniare.

È obbligatorio rispondere alle domande?

Quando sarete nell’aula di udienza, a un certo punto sarete chiamati per essere identificati e per impegnarvi a dire la verità e a non nascondere nulla di quanto è a vostra conoscenza.

Fatto ciò sarete, di volta in volta, sottoposti alle varie domande oggetto della testimonianza, alle quali sarete semplicemente obbligati a rispondere secondo verità. Se non ricorderete nulla di quanto vi sarà chiesto, risponderete non ricordo. Se non sarete a conoscenza delle vicende in questione, risponderete non so. Insomma sarete obbligati a dire semplicemente la verità: in mancanza potreste essere accusati del reato di falsa testimonianza [2].

Al termine,  vi sarà riletto quanto da voi dichiarato. Dopo aver confermato e sottoscritto il verbale della deposizione, con il permesso del giudice, potrete tornarvene a casa.

NOTE

[1] Art 255 cod. civ.

[2] Art. 372 cod. pen.