Animale affezione risarcimento

Il risarcimento del legame tra l’animale di affezione e il suo padrone in caso di perdita causata da una terzo. Motivi e modalità di calcolo del danno

Devi sapere che, nel nostro ordinamento giuridico, la possibilità di ottenere un risarcimento è, di regola, legata alla perdita di carattere patrimoniale. Ad esempio, quando viene danneggiata la tua cara e vecchia auto, magari in modo irreparabile, hai diritto al suo controvalore, aumentato dei costi necessari per l’intestazione di un altro veicolo; non certo puoi pretendere il danno morale. In altri termini, il fatto che fossi affezionato a questo oggetto non è un presupposto invocabile per ottenere un ristoro economico.

Tutto ciò vale anche a proposito del tuo amato cagnolino? Se a causa di una terza persona muore il tuo adorato gatto, questa è tenuta a risarcirti il danno derivante dalla perdita di questo rapporto affettivo? Se qualcuno smarrisce il tuo animale di affezione hai diritto al risarcimento?

La risposta alle tue domande arriva da un caso giudiziario che ha affrontato la questione. In particolare, si è trattata di una sentenza del Tribunale di Brescia dello scorso anno. Essa ha dovuto giudicare una domanda di risarcimento avanzata, anche, allo scopo di ottenere un indennizzo legato alla perdita affettiva patita dal padrone dell’animale. Non mi resta, pertanto, che approfondire quanto è accaduto. Potrebbe tornarti molto utile, se ti riconosci nelle circostanze che hanno caratterizzato l’evento in contestazione.

Animale affezione risarcimento: il caso

La vicenda sottoposta all’attenzione del Tribunale di Brescia, culminata con la sentenza n. 2841/2019, è stata caratterizzata dallo smarrimento di un cane. L’animale era stato affidato a un allevamento, affinché provvedesse al suo accoppiamento. Purtroppo era accaduto che il cane, secondo la versione dell’allevatore, fosse imprevedibilmente scappato, senza rispondere ai richiami e senza che lasciasse traccia di sé.

Il padrone, informato del fatto, aveva tentato di ritrovare il suo fedele quanto amato compagno. Purtroppo la ricerca era risultata vana, nonostante fosse andata avanti per molti giorni e con ogni mezzo a disposizione.

Per questa ragione, il titolare dell’animale aveva richiesto un risarcimento alla controparte a tre titoli diversi:

  • in ragione del valore economico del cane, considerando, anche, l’impossibilità di farlo accoppiare e di ricavare dalla vendita dei cuccioli una futura entrata economica;
  • alla luce delle spese affrontate per l’inutile tentativo di ritrovarlo;
  • in virtù del legame affettivo tra l’uomo e l’animale.

Ebbene, a seguito dell’istruttoria svoltasi in questo processo, il magistrato lombardo ha riconosciuto soltanto il ristoro delle spese per il vano recupero del cane e il risarcimento conseguenziale alla perdita affettiva. Non mi resta che spiegarti i presupposti e i motivi di questa decisione.

Legame cane padrone: è un bene della persona

La personalità di un essere umano e tutto ciò che contribuisce al suo legittimo e inviolabile sviluppo è garantita dalla nostra costituzione [1]. A questo proposito, anche il legame che si crea tra un uomo e il suo animale di affezione va tutelato ai sensi della predetta disposizione costituzionale. Secondo, infatti, il citato Tribunale, si tratta, al pari degli altri, di un bene della persona. Per questa ragione, nel momento in cui viene provato il rapporto affettivo tra il padrone e il proprio cane, allorquando lo stesso sia andato perso a causa di qualcuno, questi sarà tenuto al risarcimento. Per rappresentare la prova in questione possono essere sufficienti la relazione di uno psicologo così come la testimonianza di un medico che attesta lo stato di disagio a carico del padrone dopo l’evento.

La perdita di un animale di affezione non viene, quindi, considerata futile per le ragioni appena descritte. Essa va risarcita indipendentemente dal fatto che il responsabile non abbia commesso un reato ma soltanto un illecito civile; il legame in questione non può essere, minimamente, paragonato al rapporto che si può avere con un oggetto, per quanto caro alla nostra sensibilità [2]. È questa, dunque, la ragione fondamentale per cui la perdita di un animale di affezione contempla un risarcimento.

Animale affezione: come calcolare il risarcimento

Il valore del legame affettivo tra il padrone e il proprio animale di affezione non è quantificabile in base ad una tabella prevista dalla legge. Ciò, ad esempio, è possibile per le lesioni patite in un incidente d’auto, ma per il caso in esame non c’è alcuna alternativa alla quantificazione secondo equità.

In pratica, il giudice, chiamato a calcolare il risarcimento del danno, deve procedere ad un prudente accertamento della situazione, fondato sulle regole dell’esperienza comune. Ad esempio, per il Tribunale di Brescia è stato sufficiente considerare l’età del cane e la durata del rapporto con il proprio padrone. Dopodiché, ha calcolato in 4.000 euro il danno subito.

Per quanto riguarda, invece, il valore economico dell’animale di affezione, soprattutto quello legato agli eventuali proventi ricavabili dalla futura vendita dei piccoli, è consigliabile affrontare l’azione risarcitoria con degli elementi più oggettivi. Ad esempio, una certificazione medica che attesti lo stato di buona salute del cane poco prima della perdita; in aggiunta la documentazione che testimonia la vendita dei cuccioli avvenuta in passato e il ricavato di tale attività. In caso contrario, si rischia il rigetto di questa voce di danno, così come è avvenuto nel giudizio espresso dal Tribunale di Brescia.

NOTE

[1] Art. 2 Cost.

[2] Trib. di Vicenza sent. n. 24/2017

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